Geografia del panino da spiaggia: come cambia la “marenna” estiva lungo lo Stivale

Stamattina ho letto un articolo acchiappa click pubblicato sull’Internazionale intitolato Le regole del panino da spiaggia.

Il titolo sembrava carino ma all’interno (dal mio punto di vista) ho trovato solo un elenco di banalità che non hanno nemmeno un filo conduttore.

A questo punto la mia amica Claudia mi ha detto: avresti dovuto scriverlo tu.

E subito mi è venuta l’idea di comporre una breve Geografia del panino da spiaggia.

Sì perché in Italia anche la “marenna” (spuntino/pranzo al sacco di mezzogiorno in napoletano) varia a seconda delle coordinate geografiche.

Tenterò dunque di trasmettere gusto e sapore di quello che negli anni ho visto in giro per le spiagge italiane, fuori e dentro i luoghi comuni (ad esempio il ruoto di pasta al forno che si tira fuori con nonchalance sulle rive dorate di Varcaturo ;-)).

Liguria

Siete mai stati in spiaggia alle Cinque Terre? Difficilissimo individuare carta argentata e insevature d’olio sui tovagliolini. Qui i bimbi corrono felici con la loro focaccia bianca (buonissima per carità) che quando si concede un po’ di pesantezza diventa un panino con rucola, crudo e pomodoro.

Per gli adulti frutta, salvo cedere alla tentazione della Focaccia di Recco con formaggio oppure a quella condita con un velo di pesto originale. Alrimenti insalatona.

Romagna

Terra godereccia da un lato, poi ti volti verso il mare e vedi tutti baywatchers, uomini e donne di tutte le età scolpiti e abbronzati.

A questo punto ti chiedi: ma sta gente cosa se magna? In realtà sulla spiaggia spopolano bibite e frutta, per poi rigirarsi lato strada e scoprire un tripudio di piadine ai gusti più svariati.

Anche qui dunque difficile individuare panini avvolti nella stagnola che trasudano cotolette e mulignane di mammà.

Toscana

Voglio precisare che la parte a me nota riguarda la Maremma al confine con l’Alto Lazio.

Nonostante le bontà prodotte in queste zone, sulla spiaggia tutto quello che sono riuscita ad avvistare sono panini rinsecchiti da bar. Avete presente quei panini tondi lisci con qualche bucherello largo in superficie che hanno l’aria di sereticcio solo a guardarli?

Ecco, è quello che sono riuscita a vedere in mano ai miei vicini di ombrellone. Da dentro esce qualche timida fetta di pomodoro affiancata da una tristissima mozzarella vaccina.

Lazio

Ci addentriamo meglio nel luogo comune: località Santa Severa, alta densità di bagnanti accompagnati da borsa termica e vettovaglie varie. Qui il panino già prende una forma più corposa. Molto spesso è una ciabatta o pane morbido ben ripieno di salumi e formaggi, ogni tanto qualche foglia di insalata.

Altro pezzo forte la pizza al taglio, ma su questo magari apriremo un altro capitolo.

Campania

E qui casca l’asino. Io ho visto di tutto. Potrei parlarvi di quando mia zia ha arrevotato con la frittata di cipolle in mezzo al pane sulla spiaggia di Citara a Ischia, o di quando io stessa ho addentato il mio paninazzo provola e peperoni ad Acciaroli.

La verità è che da queste parti non si rinuncia ad un pasto completo nemmeno con 40 gradi e in condizioni logistiche sfavorevoli.

Per cui se non si può approntare la tavolata con cotolette fritte e pasta al forno (perché è sempre un pranzo da giorno di festa quello del mare), si introduce tutto il pranzo nel panino.

Nascono così il cotoletta e parmigiana di melanzane (che va a sostituire la pasta al forno), oppure per quelli che fanno la dieta il prosciutto cotto, pomodoro e formaggio Galbanino (scusate se l’ho nominato nel mio blog).

Il pane che contiene è delle forme più disparate: il mezzo sfilatino tipo marenna dei muratori (se ha la pellicola intorno è ripieno di mortadella, se ha la carta argentata c’è qualcosa di fritto dentro), la tipica rosetta (piccolina per cui se ne portano minimo due a testa), oppure il culo della cocchia o del palatone (pane cafone) riempito di tonno e pomodoro, mozzarella di bufala e chi più ne ha più ne metta.

Ovviamente non apriamo qui il capitolo frittata di maccheroni.

Per digerire fette di anguria già pulite in quantità.

Poi dopo si apre il dibattito che citavano pure nell’articolo dell’Internazionale: quante ore devo aspettare per fare il bagno?

Sicilia

I siciliani si avvicinano molto al modello campano, con la variante delle arancine, sfincioni e pizzette varie che si trovano in gran quantità nelle pasticcerie di paese e spesso anche nei bar della spiaggia. Altrimenti a Palermo pane liscio con panelle fritte, oppure i classici avvolti in carta stagnola che 9 volte su 10 contengono melanzane.

E voi cosa vi portate in spiaggia?

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