Mangiare bene a Pantelleria, elenco ristoranti

pantelleria

Questo post sarà un’eccezione che dedico all’isola di Pantelleria perchè il rapporto tra i ristoranti, iconsigli di internet e i consigli dei panteschi è assai stridente, e perché mi troverò per la prima volta a raccogliere più ristoranti in un unico post.
Salvando la pace di Slavatore MuranaMueggen L’Isola nell’isola che ha meritato uno spazio tutto suo in questo blog, per gli altri ristoranti vorrei raccontare la mia esperienza più o meno positiva.

Prima di partire i posti più consigliati nel web erano la Favarotta, la NicchiaPapuscia. Noi abbiamo visitato anche La RisaccaAcquamarina U Trattu.

Iniziamo dal resort ristorante Papuscia o Ristorante Malacucina, croce e delizia della nostra vacanza (ci siamo stati 2 volte). Da Papuscia si mangia davvero bene grazie allo stravagante cuoco pantesco Titta, che rielabora la tradizione pantesca e siciliana conabbinamenti particolari ma assai gustosi. E’ tutto buonissimo, dall’antipasto al dolce (la zuppa della Manu legumi e crostacei, la parmigiana di melanzane e gli gnocchi al sugo di triglie sono solo un esempio). Pesce fresco del giorno e ilr esto congelato a bordo dei pescherecci quindi considerato fresco (in genere è di 4-5 giorni prima).
Il neo di questo gradevole posticino sito a Tracino è il suo proprietario Angelo.
Angelo è emiliano innamorato, dice lui, di Pantelleria. A noi è sembrato un po’ scortese (devi far arrivare le portate nell’ordine che dice lui se no va in tilt), alla domanda se avesse vino della casa (visto che siamo sull’isola dell’uva zibibbo non ci è sembrato strano chiederlo) ha risposto:”non siamo mica in trattoria, nel mio ristorante non vedrete mai quelle cose da menu fisso”.
Se siamo rimasti seduti lì è stato solo per le delizie di Titta. Ciaki ciuka buonissimo, un po’ meno il cous cous di pesce che prepara solo il martedì, le tagliatelle al nero congamberi sono molto gustose e devo dire che i prezzi sono onestissimi (con 30 euro a persona si mangia un antipasto un primo e un dolce).
Che dire, se Angelo ama davvero Pantelleria, la lasciasse gestire ai panteschi.

  • Ristorante La Nicchia, abbiamo cenato accanto all’architetto Fuksas e la sua famiglia, in totale naturalezza nel giardino pantesco. Ottima carbonara di tonno e spaghetti alla bottarga, buonissimo pesce spada alla pantesca. Purtroppo non abbiamo potuto provare il pescato del giorno alal griglia perché era finito tutto. Come qualità di buon livello, ma niente a che vedere con Salvatore Murana. Sull’isola gira voce che sia caro, noi siamo riusciti a spendere sui 33 euro a personasazi.
  • La Favarotta, sponsorizzato come il locale casereccio ed economico, si è rivelato una vera fregatura. Antipasto fisso di melanzana al forno pomodoro e formaggio, spaghetti pesto pantesco e coniglio in agrodolce, ci è costato 30 euro a persona senza fattura (scritte a penna sulla tovaglia). L’ambientazione e carina e il cibo di buona qualità, il vino è della casa. Non giustifica il prezzo uguale a Papuscia senza che però si sia mangiato pesce. Molto deludente, il coniglio era il piatto migliore.
  • La Risacca, i panteschi vi mandano qui dicendo che il pesce è fresco. Sicuramente il pesce è o di giornata o congelato a bordo, ma molto dozzinale la preparazione. Del resto come già detto nel post su Murana a Pantelleria si deve mangiare di terra.
    Sono molto buoni infatti gli antipasti misti che si possono prendere al buffet, e anche il pesto pantesco è gustoso. La pizza che abbiamo visto sui tavoli sembrava appetitosa (ricordo che sono di Napoli). Io ho mangiato una ricciola inguacchiata dal pesto pantesco, era un po’ stopposa. Prezzi nella media.
  • U Trattu, lì molti lo sconsigliano, ci sono dubbi sulla genuinità del cibo. Effettivamente il locale non è invitante, ma per quel poco che abbiamo osato ordinare non posso dire di aver mangiato male. 10 euro a persona per 1 antipasto, mezzo litro di vino e 4 primi di pesce (buono lo spaghetto totani e capperi). Sinceramente non possiamo lamentarci, ma non è certo da gourmet.
  • Ristorante Acquamarina, il più antico di Pantelleria, niente di speciale, ma ottime triglie fresche alla griglia. L’antipasto di mare era misero e mediocre, i primi saporiti,non è un posto dove consiglierei di andare, ma se siete in paese è un buon indirizzo forse meglio della Risacca, dipende da cosa volete mangiare. Prezzi medi.

Alla fine in tutti i ristoranti citati (tranne Papuscia) la cortesia e l’accoglienza sono state di casa. In generale bisogna fare attenzione a quello che si ordina, e cercare di rimanere sui piatti di terra o sul pescato del giorno.

Un ultimo cenno agli arancini e alle pizze del panificio Terremoto a Khamma che usa la farina del Molino Licari: eccezionali! Così come sono molto buoni i dolci di Kose duci in paese. Dite addio a gelati e granite però, non ce ne sono all’altezza.

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